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Della Storia di Teramo.
Dialoghi sette
Mutio deì Mutij
Tip. del Corriere Abruzzese, 1893, pagine 356

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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Si ringrazia Fausto Eugeni per aver messo
a disposizione la copia del volume.

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   merum ducentorum Civium ex ipsa Cimiate per vini expulit de-nique ferro, artique igni domos expulsorum petivit. Que res su-pramodo fuerunt molestissimae, cum per ipsos turbata fuerit quies, atque pax ipsius Civitatis, et ad intestina bella sit cleven-tum. Super quibus volentes optirne providere, et ut optimum Regem. decet bonos Cives ipsius Civitatis in pacifico statu servare, malos aut ein, et criminosos ìustis, ac debitis paenis, ut aequum est, punire, ut ipsis malis, et quietis perturbatoribus punitio re-dat ad paenam, et aliis transeat ad exemplum. Et cum per va-rias, et multiplices occupationes, que nobis in presentiarum oc-currunt pro quiete, et stabilimento tarn nostri status, quam no-strorum collegatorum, ad ipsam Civitatem Terami nos conferri non possimus ut nostre intentionis esset ob compositionem ipsa-rum rerum ob amorem, quo Cives Civitatis ipsius amplectimur, animimi nostrum satis perturbant. Confisi tamen de vestra pru-dentia, sufficientia, modestia, ac propenso amore vestro, et cet: Egli die potestà, che senza consulta di giudice, o assessore, e senza poner in carta, proceda contro qualsivoglia capo, seguace, fautori, e ricettatori a pena eziandio straordinaria non permessa dalle leggi, e faccia ogni opera col severissimo castigo di giustizia, che la città si riduca a pacifico vivere. Datum in Castelnovo Neapolis die quarta decima Martii 1484 (1). Avendo avuta questa patente il commissario subito mandò a pubblicare un ordine in questa città, col quale comandava, che niuno cittadino, o commorante in essa dovesse partirsene sotto pena di ribellione, ed essere ipso facto di-
   (1) Qui va aggiunto un documento del 1484 ed è una serie di Capitoli e Patti stipulati nel 18 di novembre tra le due Università di Teramo e di Atri. In tante cagioni e timori di guerre tra fazioni di città e tra governanti di regni, i due comuni rinnovarono solennemente la loro antica amicizia. Questi capitoli si conservavano manoscritti nell'archivio comunale di Teramo ove li lesse anche il Tullii ed ove non si trovano più. Sono stali pubblicali nei « Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi » da V. Dindi estratti dagli scritti del Sorricchio Alriano.

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