Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente per comprendere che una propaganda che non trovasse l'ubi consistam nelle opportune condizioni sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe tentata, attribuiscono tutto all'azione degli agitatori, dei demagoghi, come essi li chiamano per designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori assegnano moventi non confessabili. Dicono che questi ultimi sono mossi dall'ambizione di divenire consiglieri comunali e provinciali o anche deputati; osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi e rendere necessario il suo ritorno al potere; che si aspira alla separazione col protettorato inglese, sotto il quale Malta fiorisce; che la Francia soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento non è che una manifestazione brigantesca e che la organizzazione non è socialistica, ma modellata e inspirata dalla mafia.
La maggior parte di queste affermazioni rappresentano calunnie tanto odiose, quanto ridicole. Per quella piccola parte di vero che c'è dirò che bisogna non conoscere il cuore umano per meravigliarsi che l'ambizione si annidi nel cuore di qualche giovane intraprendente: essa anzi è un grande stimolo a mutare ed a progredire; e senza ambizione si può dire che non vi sono nell'attuale organizzazione sociale se non gl'inetti e i disgustati dalla vita pubblica. Tutto sta nel modo come si esplica e si cerca di soddisfare; e in quanto a questo, io che conosco quasi tutti i giovani, che stavano alla testa dei Fasci dei lavoratori posso assicurare con serena coscienza, ch'essi sono davvero eccellenti nella grandissima maggioranza(10).
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