Se voi abitate in casa sua e lo conoscete, sapete forse quanto potere egli fosse in grado d’esercitare su una ragazza debole e vana come me. Non mi difendo, ma so benissimo, e lui lo sa benissimo, o lo saprà nell’ora della sua morte, quando la sua anima ne sarà turbata, che lui usò di tutto il suo potere per ingannarmi, e che io credetti in lui, ebbi fiducia in lui, e gli volevo bene!
Rosa Dartle balzò dalla sedia; indietreggiò; e nell’indietreggiare fece l’atto di percuoterla con una espressione di tanta malignità, così oscurata e sfigurata dall’ira, che io fui sul punto di gettarmi in mezzo a loro. Il colpo, mal diretto, cadde nel vuoto. Mentre ella stava anelante, guardando Emilia con la massima espressione di odio della quale fosse capace, e tremante dalla testa ai piedi di rabbia e di disprezzo, pensai di non aver mai assistito e che non avrei mai più assistito a uno scoppio di furore simile.
– Voi gli volete bene? Voi! – ella esclamò, stringendo il pugno, come se avesse voluto soltanto avere un’arma per colpire l’oggetto del suo odio.
Io non potevo scorgere più l’Emilia. Non vi fu risposta.
– E lo dite a me – ella aggiunse – con quella bocca di fango! Perché non si staffila questa gente? Se fossi io, la farei staffilare a sangue!
E lo avrebbe fatto, senza dubbio! Non le avrei affidato uno strumento di tortura, mentre durava ancora quella sua espressione di ferocia.
Poi, a poco a poco, si mise a ridere, e indicò con la mano Emilia, come uno spettacolo d’ignominia per gli dei e per gli uomini.
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Dartle Emilia Emilia Emilia
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