– L’argento sarà più lucente quando te lo sarai guadagnato – dissi.
– La stessa cosa che diciamo noi! – esclamò Traddles. – Vedi, mio caro Copperfield – tornando di nuovo al tono confidenziale – quando ebbi fatto la mia comparsa conclusionale nella causa Jipes/Wigziell, che mi giovò molto nella professione, andai laggiù nel Devonshire, ed ebbi una seria conversazione a quattrocchi col reverendo Orazio. Parlai del fatto che Sofia... la quale, ti assicuro, Copperfield, è una cara ragazza...
– Ne sono certo – dissi.
– Sì, veramente! – soggiunse Traddles. – Ma temo di divagare. Ti dicevo del reverendo Orazio?
– Dicevi che parlasti sul fatto che...
– Appunto. Sul fatto che Sofia e io eravamo fidanzati da lungo tempo, e che Sofia, col permesso dei suoi genitori, era più che lieta di prendermi... insomma... – disse Traddles col suo solito onesto sorriso – nelle mie condizioni attuali, cioè col metallo inglese. Bene. Allora proposi al reverendo Orazio... che è un eccellente pastore, Copperfield, e dovrebbe essere vescovo, o almeno aver abbastanza da vivere senza disagio... che se fossi arrivato a guadagnare, mettiamo, duecentocinquanta sterline in un anno, potendo onestamente sperar la stessa somma per l’anno appresso e qualche cosa di più; e poi arredare modestamente un appartamentino come questo, in tal caso, allora, io e Sofia avremmo dovuto sposarci. Mi presi la libertà di fargli riflettere che avevamo atteso molti anni; e che la circostanza della grande utilità di Sofia in famiglia non doveva essere un motivo per i genitori che le volevano bene di non darle una situazione.
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