). - Con ellissi della voce maniera o guisa: alla francese, all'italiana, alla buona, alla carlona ecc. alla lesta, all'impazzata ecc.
L'usare a con un sostantivo per indicare la maniera, la qualità è un gallicismo da fuggirsi; p. es. due ova al burro, cioccolata alla vainiglia, caffè alla panna, gelati alla pesca, bistecca alla gratella, dovendosi sostituire col o di o in secondo i casi. Così pure è mal detto parrucca alla Luigi XIV e simili.
Quanto ad altri complementi di maniera, che hanno valore attributivo, vedi P. II, cap. II, § 11.
§ 29. In senso distributivo la maniera si esprime con a e con un sostantivo plurale o coi numerali cardinali a centinaja, a migliaja, a monti, a gruppi, a branchi, a schiere, a minuti (contare a minuti) ecc. a due a due. Cadevan le saette a centinaja. Berni. - Erano uomini, donne, fanciulle a brigate, a coppie, soli. Manzoni. - Piove a bigoncie, a secchie;
o con due a, ripetendo il sostantivo in singolare: a stilla a stilla, a grado a grado, ad oncia ad oncia, a passo a passo, a mano a mano ecc. (Vedi P. I, cap. XXV, § 34).
Altri complementi distributivi si fanno con per: due per due, cento per cento ecc.
§ 30. MATERIA. La cosa materiale, di cui si prende o si lascia una parte per qualsiasi uso, si costruisce colla prep. di (cfr. P. II, cap. II intorno al complemento partitivo). Adoprasi quindi coi verbi provvedere, fornire, munire, vestire, empire, caricare, abbondare e simili; e viceversa sfornire, spogliare, votare, scaricare, mancare e simili: così pure cogli aggettivi e coi sostantivi analoghi, che ritengono forza verbale: pieno, vuoto, vestito, nudo, carico, scarico, abbondante, privo; pienezza, vacuità, abbondanza, scarsezza, carico, scaricamento ecc.
| |
Luigi XIV Vedi P
|