Credevo bene che ella se lo facesse pagar costà, sì come è succeduto del semestre passato; il che mi fa dubitare che forse il mandato che le mando alligato non sia per essere a gusto suo. Quando sia questo, comandi; e quando voglia pur darmi ricompensa della briga che dice dovermi, mi comandi altre cose, perchè non ho ambition maggiore che nel farmi conoscere in molti sui comandamenti per suo servitore non in tutto inutile. E per fine la riverisco con tutto l'animo.
Pisa, 20 Maggio 1637.
Di V. S. molto Ill.re et Ecc.maSer.re Devot.mo
Gherardo Saracini.
3487**.
FRANCESCO DUODO a GALILEO in Arcetri.
Venezia, 21 maggio 1637.
Autografoteca Morrison in Londra. - Autografa.
Ill.re et Ecc.mo S.r
Receverà con questa l'aloe lavato che desidera; et se mi avertirà de quando in quando ne doverò inviare, restarà al certo servita, come de ogni altra cosa della quale mi conosce idoneo al suo serviggio, essendole invero per molti capi obligato, ma massime havendomi instruito in quelle scienze che hora mi rendono atto a servir la mia patria. Io d'altro non la posso pregare, se non che riceverò a favor singularissimo se sarò fatto degno di alcuni belli suoi scritti, de' quali restarà adornata la sua patria. Voglio far ogni mio sforzo per venirla a reverire questo autuno et revederla. A V. S. Ill.ma et Oss.ma baccio le mani.
Di V.a, li 21 Maggio 1637.
Di V. S. Ill.ma et Oss.maS.r Galileo Galilei.
Aff.mo Ser.rFranc.o Duodo.
Le ne invio cinque drame, che, come l'à scritto, le servon. Se me avviserà quante ne fa di bisogno preparar, ne farò capitar de volta in volta tutti mesi, che farà meglio operationi.
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