Nel resto voglio farle parte d'un'esperienza che mi riuscì fare dominica passata, andando a spazzo sopra una galea: ove feci salir un marinaio al calcese in cima dell'albero, e di indi lasciar cadere più volte una palla di moschetto, in tempo che la galea andava velocemente; e perchè la ciurma faceva nel vogare la maggior forza che ella potesse, e perchè il vento moderato nel trinchetto ci dava non poco aiuto, e ogni volta la palla cadeva al piè dell'albero, senza restar ponto a dietro, con non poca meraviglia di tutti coloro che vi erano presenti; e pure essendo l'albero alto più di 40 braccia, massime che la galea è grossa, cioè la nostra capitana, per ragione la palla dovea star per aria più di tre minuti secondi, nel qual tempo la galea caminava sicuramente almeno sedici braccia. E per non darle maggior noia finisco con baciar a V. S. affettuosamente le mani e pregarle ogni vero e compito bene.
Di Gen.a, a' 16 di Sett.e 1639.
Di V. S. molto Ill.re et Ecc.maVero et Obbl.mo Ser.re
Gio. B.a Baliano.
3920.
ISMAELE BOULLIAU a GALILEO [in Arcetri].
Parigi, 16 settembre 1639.
Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. VI, T. XIII, car. 169. - Autografa.
Illustrissimo et Excellentissimo Viro
Domino Galileo Galilei, Nobili Florentino,
astronomorum nostrae aetatis facile principi,
S. P.
Tandem, Vir Illustrissime, prodiit Philolaus(222), postquam per triennium et trimestre inter Batavos, diuturnae morae veluti compedibus constrictus, latuit. Ingratae morae molestiam, typorum nitor ac schematum sculptura subtilis admodum levarunt, et quicquid bilis in typographum efferbuerat sedarunt.
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Gen Sett Obbl Baliano Arcetri Excellentissimo Viro Galileo Galilei Nobili Florentino Vir Illustrissime Philolaus Batavos
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