- Ebbene; può trattarsi anche della vita.
- Che importa?... Parla.
Non ci volle molto ad intendersi, e fu convenuto che la regina sarebbe partita immediatamente in compagnia di Narciso, e nelle sue umili vesti e nascondendo il sembiante si sarebbe presentata con lui alla Corte per prendere parte alla giostra singolare che era stata bandita.
- Pensa però - le fece riflettere il duca ancora una volta - pensa che se tu potrai conservare l'incognito prima della prova, difficilmente potrai conservarlo dopo. Sia che tu fallisca, sia che tu trionfi, il re vorrà vedere il tuo volto. E allora...
- Allora se il re sarà inesorabile, mi farà troncare il capo - essa disse. - Nulla può accadermi di peggio... Morrò contenta se avrò salvato mio figlio, morrò rassegnata se mi sarò persuasa che neppure io valgo a salvarlo... Ma di te - ripigliò dopo una breve pausa - di te, mio buon Narciso, che cosa avverrà?
- Regina - egli rispose - all'età mia la vita non ha più lusinghe. Felici quelli cui la sorte concede di morir bene.
Essa gli prese con forza ambo le mani e gliele baciò intenerita.
Allorché Cimone e Neera seppero che la loro ospite partiva, essi ruppero in lagrime. Essa non ci ha mai detto e noi non le abbiamo mai chiesto il suo nome, esclamò Neera - ma noi la chiamavamo Provvidenza. Dacché essa è qui, tutto ci va a seconda... Guarda, padrone - soggiunse la buona femmina rivolgendosi a Narciso - guarda intorno a te... Non ti sembra che l'aspetto dell'isola sia interamente cambiato.
- Si... infatti.
| |
Narciso Corte Narciso Cimone Neera Neera Provvidenza Narciso
|