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      Egli possiede qualità tali da raccomandarsi da sè stesso alle prime; pure ti prego d'averlo per amico e d'aiutarlo a trovare tutte le cose belle della tua bellissima Siena. A me fu fatto conoscere dai Poerio figli del celebre avvocato; ti basti questo per farti conoscere che egli gode la stima e l'amicizia delle buone e brave persone di Napoli, che non son poche. Mi duole di non averne potuto godere più a lungo la compagnia qua nella sua patria; pure comunicandola a te mi parrà di non perderla del tutto.
      Qui dovrei farti parola delle meraviglie vedute a Roma e qua, ma è tanto il diletto che ne provo, che per ora mi convien star zitto, e lasciare che la mente si calmi un po' più . . . . .
      139.
      Al signor . . . . De Cesare.
      marzo, 1844.
      Mio caro De Cesare.
      Lessi la Storia di Manfredi via facendo, e gli studi sopra Tacito a Roma; così i libri aiutarono i luoghi e i luoghi i libri. Ambedue questi lavori mostrano chiaramente l'animo vostro e l'amore e la diligenza posta da voi nello studio della storia, che è il più nobile e il più efficace di quanti possano farsene. Io vi esorto a continuare e darci un seguito di quei saggi spigolando Livio, Svetonio, e tutti quelli che ci lasciarono memoria di quei tempi tanto gloriosi e tanto calamitosi e della repubblica e dell'impero. Io non credo che si possano restaurare le cose nostre sull'esempio delle cose romane, ma è sempre bene tornare a specchiarsi in quelle virtù e in quei vituperi. Ora gli eredi dei signori del mondo debbono contentarsi di tornar padroni di casa loro, e solamente aiutarsi della sapienza e dell'animo romano per vedere di non essere mai più spotestati del proprio.


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Epistolario
Volume Primo
di Giuseppe Giusti
Le Monnier Editore Firenze
1863 pagine 416

   





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