.."
Malatesta, come infastidito, troncò quella parola ardente di sdegno, dicendo:
Padre, voi predicate ai porri; e sì che dovreste sapere a che passo menarono le prediche sole di frate Girolamo Savonarola.
Io so che i frati di san Francesco lo menarono al supplizio.
Or via, stringiamo il discorso: che cosa farete?
Tutto: noi sopporteremo ancora le stimmate del nostro serafico fondatore...
Bel principio ad operare sarebbe, in fè di Dio, impiagarci le mani e i piedi!... Frate, va a farti medicare il cervello.
Malatesta, noi oseremo più di quello che voi non immaginate; introdurremo nel nostro convento i soldati del pontefice vestiti da frate, - noi appiccheremo il fuoco alla città, - noi faremo suonare nella notte tutte le campane, - noi inchioderemo le artiglierie, - mescoleremo veleno nelle farine e nell'acqua...(187)
E voi messer Soderini?
lo fissando di repente nel volto interroga il Baglioni.
Io!
risponde questi, il quale per le cose udite si era rimasto stupito: - "ma... dopo il veleno, la strage e gl'incendii, null'altro mi avanza a fare, se non che seppellire i morti."
Malatesta e il Bandino non si poterono tanto reprimere che entrambi in un medesimo punto non iscoppiassero in altissime risa. Poichè alquanto si furon rimessi, il Baglioni proseguì con queste parole:
Cionnostante parlate.
Io sono dei grandi: gran parte avemmo nel governo dei Medici, lo desiderammo intero e mutammo reggimento; il popolo ingrato ci ha tenuto a vile e, non che piegarsi docili davanti a noi, si levò in superbia e ci ha tolto anche quella parte che possedevamo un giorno.
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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano 1869
pagine 1163 |
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