Non si stanchi intanto V. S. illustrissima di procurarmi la continuazione della sovrana benignissima propensione, né aspetti ch'io mi dilunghi a renderle grazie per ora. La grandezza dell'onore che per suo mezzo io ricevo è misura non men del mio debito che della gratitudine e dell'ossequio col quale sarò fin ch'io viva.
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A LUIGI DI CANALE - VIENNA
Czakathurn 5 Gennaio 1742.
Mancandomi già da sei e più ordinari le lettere d'Italia e di persone che in tredici anni non hanno mai trascurato una sola settimana il costume di scrivermi, ho creduto che quelle del veneratissimo signor conte di Canale corressero la medesima sorte: vi rendo umilissime grazie d'avermi disingannato con la gentilissima scritta in data de' 27 dicembre, perché non saprei esprimere a quante fastidiose induzioni servisse di fondamento questo che a me pareva misterioso silenzio. Noi siam qui tutti in buona salute, e questa presentemente è l'unica circostanza piacevole della nostra dimora: per altro la stagione che ha incominciato già da qualche tempo ad incrudelire, e che di giorno in giorno peggiora, obbligandoci al tepore delle camere riscaldate, ci defrauda tutti i piaceri della campagna. Non abbiam compagnia che interrompa il noioso tenore della nostra lunga solitudine, e quella che abbiamo non rende quel che ci toglie. Le lettere degli amici, che dovrebbono consolarci, vengono sempre gravide di poco felici novelle, e le melanconiche idee che ci formiamo in leggendole, per mancanza di nuovi oggetti che le disfacciano, rimangono sempre intatte da un ordinario all'altro a turbarci la fantasia.
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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano 1954
pagine 1548 |
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Gennaio Italia Canale
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