Riconvenuto della sicurezza con la quale mi ha replicatamente ed in presenza de' suddetti commesso di scrivervi che il vostro affare sarebbe fatto, ha replicato a ciascheduno in particolare le medesime promesse. Ha detto che voi non dovete meravigliarvi della tardanza, non potendo ignorare certe formalità di nomine - o che so io? - che debbono farsi in Toscana: che sogliono per natura tirare in lungo, e che non sono ancor fatte. Ha soggiunto ch'egli ha fatto di più di quello che ha promesso, avendo parlato lungamente a favor vostro all'augustissimo padrone, e tratto e confermato nella risoluzione di provvedervi. Io lo lascierò respirare alcun giorno, e tornerò poi all'assalto. Non potete credere come la dissipazione delle persone renda difficili gli affari in questa stagione. Richecourt vive in un giardino verso le linee di Medelin: io abito in città. La Corte ha il moto perpetuo, ora a Laxemburg, ora a Schönbrunn, ora a Olie, ora a Neustatt, e ben presto agli accampamenti. I ministri per conseguenza paion morsi dalla tarantola, son sempre in moto, e convien tirargli come a' pipistrelli. Ma tutte queste difficoltà non iscemeranno la premura che ho di servirvi e di convincervi della sincera, affettuosa ed inalterabile amicizia con cui sono.
P. S. Il raccogliere i canoni che vorreste è un'opera de' Romani. Gli ho fatti per ischerzo e non gli ho stimati degni di tenerne copia. Farò qualche diligenza, e ne saprete gli effetti.
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AD ANNA FRANCESCA PIGNATELLI DI BELMONTE - NAPOLI
Vienna 28 Giugno 1753.
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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano 1954
pagine 1548 |
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