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      Secondo i miei conti dovete aver denaro; e se mai non ne avete, prendetene da chicchesia, poiché con la presente lettera io mi dichiaro debitore di tutte le spese che farete per questa infermità e che non avrete potuto pagare col denaro che avete in mano.
      Addio. Sospiro migliori notizie e sono.
     
     
     
      1343
     
      A GIOVANNI CLAUDIO PASQUINI - SIENA
     
      Vienna 21 Novembre 1763.
     
      Rispondo brevemente alla vostra del 7 del corrente trovandomi nella maggior perturbazione d'animo ch'io abbia mai provata. L'unico mio fratello, da me giustamente amato all'eccesso, si trova in Roma in grave pericolo, assalito dallo stesso male del cardinal Ferroni. Figuratevi la mia situazione in tanta lontananza.
      Ciò non ostante ho risentito tutto il peso delle vostre disgrazie, e vi compatisco quanto meritate: che vuol dire al sommo. Ma a che pro una sterile compassione? Vorrei potervi soccorrere, ma non so dove volgermi per farlo. Io non ho in Dresda altra conoscenza che il Migliavacca. A questo scriverò con tutto il calore, e fatelo ancor voi. Egli ha credito appresso la nuova Elettrice, ed è uomo d'ottimo cuore. I miei timori nascono dalla crisi in cui si trova ora quella Corte per mettere in ordine il caos in cui l'ha lasciata la scorsa guerra e la morte del povero re Augusto.
      Addio, amico. Veramente senza religione e filosofia queste sono tempeste da non superarsi. Abbracciate per me il caro e degno padre Azzoni, riverite la valorosa signora Livia, e credetemi.
     
     
     
      1344
     
      A GIOVANNI AMBROGIO MIGLIAVACCA - DRESDA
     
      Vienna 26 Novembre 1763.


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Lettere
Parte prima
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano
1954 pagine 1548

   





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