Oh quanto volontieri accompagnerei nel suo viaggio il signor don Vincenzo! Io esporrei all'Eccellenza Vostra di propria bocca i veri e costanti sentimenti di riverenza, di stima e di gratitudine che ho dovuto consegnare a questo amabilissimo cavaliere perché ne sia espositore e testimonio.
Non si stanchi l'Eccellenza Vostra di mantenermi nell'invidiabile possesso della sua tanto dichiarata parzialità: me la procuri dal degnissimo signor principe suo figliuolo, e mi creda col dovuto inalterabile rispetto.
1458
A GIUSEPPE ROVATTI - MODENA
Vienna 7 Ottobre 1765.
Nella leggiadra lettera in versi endecasillabi liberi, che è piaciuto a V. S. illustrissima inviarmi, trovo argomenti onde confermarmi nella stima de' suoi talenti e nella conoscenza della virtù magnetica del Parnaso a riguardo del suo florido ingegno. Io le sono, come è ragione, infinitamente grato del parziale onore che ha voluto farmi, a costo de' più utili impieghi che avrebbe potuto fare della sua applicazione.
È verissimo che io ho molto amato il signor Giuseppe Riva, di tenera per me ed onorata memoria; ma non sono persuaso che le mie lettere a lui dirette, e da lei ritrovate, meritino la gelosa cura ch'ella ne prende. Le danno ben queste un dritto ereditario sull'amicizia e servitù mia, che nuovamente le offerisco, confermandomi.
1459
A TOMMASO FILIPPONI - TORINO
Vienna 10 Ottobre 1765.
Non ho mai dubitato, mio caro signor Filipponi, della vostra discretezza; voi abitate da troppo lungo tempo nel mio cuore perché possiate ignorarne qualunque più recondito nascondiglio; e bisognerebbe esservi affatto straniero per attribuire a non curanza il lungo silenzio di cui mi giustificai con esso voi nella mia antecedente.
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Lettere
Parte seconda
di Pietro Metastasio
Mondadori Editore Milano 1954
pagine 1264 |
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