se in mano di color venner le miearmi: e che d'armi or io mi cinga il vieta
la cara madre, se lei pria non veggioda Vulcano tornar, come promise,
di leggiadra armatura apportatrice?
Di qual altra famosa or mi vestireal bisogno non so, tranne lo scudo
dell'egregio figliuol di Telamone.
Ma pur egli, mi spero, in questo puntosta combattendo pel mio spento amico.
E a lui di nuovo la taumànzia figlia:
Noto è ben anco a noi che le tue bellearmi or sono d'altrui. Ma su la fossa
anco inerme ti mostra all'inimico.
Lascerà spaventato la battagliasolo al vederti, e respirar potranno
i travagliati Achei. Salute è spessonel calor della pugna un sol respiro.
Così disse, e disparve. In piedi allorarizzossi Achille amor di Giove, e tutto
coll'egida Minerva il ricoperse.
D'un'aurea nube gli fasciò la fronte,
ed una fiamma dalla nube uscìa,
che dintorno accendea l'aria di luce.
Siccome quando al ciel s'innalza il fumod'isolana città, cui d'aspro assedio
cinge il nemico: con orrendo martecombattono dal muro i cittadini
finché gli alluma il Sol; poi quando annotta,
destan fuochi frequenti alle vedette,
e al ciel ne sbalza uno splendor che mandaai convicini del periglio il segno,
se per sorte venir con pronte antennevolessero in aita: a questo modo
dalla testa d'Achille alta alle stellequella fiamma salìa. Varcato il muro,
sul primo margo s'arrestò del fosso,
né mischiossi agli Achei, ché della madreal precetto obbedìa. Lì stando, un grido
mise, e d'un altro da lontan gli feceeco Minerva, ed un terror ne' Teucri
immenso suscitò. Come sonoro
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Iliade
di Homerus (Omero)
pagine 483 |
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Vulcano Telamone Achei Achille Giove Minerva Sol Achille Achei Minerva Teucri
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