Ma ohimé, l’amore! Passa ben poco tempo, ed egli si lascia beffare di nuovo dalla stessa Origille, non meno atrocemente della prima volta (II, IV, 12).
Quanto al modo come Angelica si sottrae, anche il Mambriano vuole una menzione.(622) La virtù dell’anello magico è posseduta là dentro da una cintura, discendente più o meno diretta di quella della figlia di Balan nel Fierabras. Questo talismano è dato da Malagigi ad uno scudiero d’Astolfo (XLI, 79), perché se ne valga a liberare il suo signore. Sennonché l’imprudente, venuto nella rocca di Gioroaute, comincia a badare a tutt’altro, ed invisibile, bacia e ribacia la bellissima [205] Argonetta (Ib. 93). Indi, entrato nella camera sua, commette la sciocchezza di cedere alle preghiere della fanciulla, e di mostrarsi a lei. Né basta ancora: egli consente perfino a darle il cinto tra le mani, perché lo contempli a tutto suo agio. Ed ella, come ognuno si può ben figurare, ne approfitta subito per sparirgli dinanzi, chiamando in pari tempo aiuto con alte grida.
Insieme con queste scene, può darsi che Lodovico ne rammentasse un’altra dello stesso Mambriano. Astolfo, sempre donnaiolo, mentre altri combattono per la bella Androsilla, se la prende in arcione, e quatto quatto s’allontana (IV, 25). I suoi disegni non differiscono da quelli di Ruggiero; ma più degna di nota è la convenienza dei luoghi scelti per l’esecuzione:
E con lei a la fine si conduceIn un certo boschetto fuor di strada,
In mezo al qual un praticel riluceCon una fonte.(623)
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