Parlavamo di comuni visioni per grandi glorificazioni degli «Eroi del Mare....».
Qua davanti ho le sue lettere piene di incitamento. Pare che dentro vi aliti ancora il suo spirito animatore.
Il suo rogo, è una fiamma che illuminaGuardiamolo, veneriamolo!
10 Giugno 1922.
Tremblez, tyrans! et vous, perfides,
L'opprobre de tous les partis.
La Marsigliese
'89
Mori, o tiranno! Orsù, lascia in un cantogli umili ferri tuoi di carpentiere:
di' addio a la reggia e, presto, asciuga il pianto,
infausto è il tuo, di re, tristo mestiere.
Odi il bronzo del Tempio? immenso il cantos'ode salir de le gran turbe fiere:
è popol novo che ti passa accantotra fiamme rutilanti, auree bandiere.
Sublime è sorto in Borgo Sant'Antonio
a minacciar vendetta, odio infinito,
catene spezza, infrange aspra Bastiglia.
Di libertà lo guida il buon demonio:
il caval di Vittoria alto ha nitrito:
e la vergine Pace s'invermiglia.
Al prode garibaldinoAlberto Biagi, lucchese
suo compagno d'armi.
TITO STROCCHI
Viver povero oprando, e sempre in corecalda nodrir virtù salda e virile;
schernire a' fati, non mercar l'onore,
costa non mai piegar, non esser vile;
modesto, saggio, pulcro, altiero e umile,
del gran Tribuno strenuo zelatore,
prode in guerra, poeta nel dolore,
a' preti e al vulgo acerbo aspro virile
tale il mio Tito, eterno peregrinodi romagnolo sangue ardente figlio,
cui Lucca amara die' óstica cuna.
L'eroico spirto suo garibaldinoMentana ebbe e Dijon, Trento e l'esiglio;
morto, Fama inalzó: vivo sfortuna.
Una nobile lettera del Presidente
della Federazione Garibaldina
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