VIII. Si mostra qual peso si dovrá usare in tutti i loghi per l'oro e l'argentoIX. Come tutti gli ori giá coniati si possono ridurre a giusta proporzione nel far pagamenti
X. Che nel fare i contratti si potrá parlare a libre ed once di oro puro coniato ed a ducati o a scudi; e parimente si potrá dire a libre ed once d'argento di coppella coniato ed anco a lire, soldi e denariXI. Come i prencipi potranno affittare le loro entrade a libre di oro puro e di argento di coppella coniati
XII. Parte del modo che si averá a tenere nel are la zecaXIII. Come venirá rimediato ai disordini che sogliono occorrere per causa delle monete cosí d'oro come d'argento
XIV. L'ordine che si dovrá tenere in correggere o tassare le monete giá fatteXV. Che si escluderanno molti errori che tuttodí seguono a danno di ciascuno
XVI. Quattro eccessivi disordini, a' quali verrá provedutoXVII. Degli assaggiatori
XVIII. Regola per la quale si potrá conoscere quant'oro ed argento si piglia da chi riceve danariXIX. Tariffe cinque, per le quali si dichiara il modo e la regola che tener si debbe nel far monete d'oro proporzionate in corrispondenza dell'argento
XX. Discorso sopra le dette tariffe, nel quale anco si mostra l'ordine che si dovrá tenere per fare i conti giusti delle monete d'oro giá fatte, che si troveranno essere piú leggiere o piú grevi di peso delle contenute in esse tariffeXXI. Tariffe sette, per le quali si mostra l'ordine che tener si debbe nel far monete d'argento di sette finezze, senza rotti nelle leghe e nel conteggiarle
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