Stai consultando: 'S. Maria Aprutiensis ovvero L'Antica Cattedrale di Teramo. Studio storico-artistico', di Francesco Savini

   

Pagina (30/119)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (30/119)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




S. Maria Aprutiensis ovvero L'Antica Cattedrale di Teramo.
Studio storico-artistico
Francesco Savini
Forzani & C. Roma, 1898, pagine 112

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   33
   che noi diamo in fine in due tavole (VII e Vili). Con queste sott' occhio, noi scorgiamo subito a sinistra del riguardante (tav. Vili, n. 4) una parte di una vasta stanza (forse un triclmium), di cui si vede ancora il pavimento in bianchi tasselli (opus tessellatuirì) contornato da una fascetta di colore azzurro cupo e sparso di pezzi più grandi, foggiati a parallelogrammi, di vari marmi colorati ; la parte centrale è quasi tutta scomparsa e quella superstite è chiaramente espressa nella nostra fototipia dalla tinta più bianca, che appare accosto alla fascetta azzurra ; resta però il piano di calcestruzzo, su cui era costruito il musaico. Un altro piccolo pavimento, pur musivo, scorgesi a destra del riguardante (tav. Vili, n. 13); esso è decorato in modo, che a prima vista parrebbe essere appartenuto a due camere; giacché da una parte ha una fascetta, pure di azzurro cupo e doppia ali' ingiro, e dall' altra una fascetta dello stesso colore con inoltre, agli angoli, piccoli squadri ad essi paralleli e biforcati in punta ; partito nuovo e grazioso, che vedesi pure nella fototipia. Vi appaiono insieme resti di muri, che ben determinano i vani e i musaici; però non si scorge bene dalla prospettiva fotografica se muri e musaici sieno appartenuti ad una od a più case; ma siccome quel muro sottile (tav. Vili, n. 9), di metri 0.30, che si vede quasi in mezzo alla tavola, mal farebbe supporre un muro esterno di casa, così inchineremmo a crederla piuttosto una sola, tanto più che quel vano, il quale trovasi tra esso muro e l'altro più grosso (m. 0.65),
   5

Scarica