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Il Comune Teramano
nella sua vita intima e pubblica
Francesco Savini
Forzani e C., 1895, pagine 612

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Cap. VI - Variazioni onomastiche della città da « Interamnia » ecc. OI
   « Guidi Episcopi qui refecit Abruptiam desolatam a Roberto Cote mite Loretelli ». Invano il Palma, sostenitore della contraria opinione, scrive (i) che « non dee darsi peso all'espressione di due « rozzi vergatoti... che credevano doversi chiamare Abruptia la «principale o piuttosto unica citta del vescovato e della contea « Abruptiense ». Ma, così scrivendo il nostro maggiore storico, non badò che quei « vergatori », appunto perché rozzi, chiamavano le cose col proprio nome e specialmente poi una città sì vicina siccome era quella di Aprutium a S. Flaviano. Per saper ciò era forse a loro necessaria molta o poca erudizione? 6° L'ultimo argomento ci viene fornito da quegli atti citati dal Brunetti (predecessore del Palma nella sentenza a prò di Aprutium nome di regione) (2), nei quali, parlandosi di Aprutium, si determina questo ora « in loco qui nominatur Interamnes » ed ora « in loco qui «dicitur Castro». Queste dizioni dimostrano, a parer nostro, che nell'antica città, detta allora Aprutium, esistevano due siti particolari e notevoli, uno, in cui s'era ristretta l'antica denominazione d'Interamnes e trovavasi l'episcopio, e l'altro, ove probabilmente eransi ridotti gì' Interamniti dopo le devastazioni longobarde, il quale richiama alla memoria il suddetto Costrutti Aprutiense delle lettere di san Gregorio Magno. Questo specificare i luoghi di una città è per noi un'ultima prova che Aprutium sia stato allora il nome della moderna Teramo.
   3. Se non che la nostra città, dopo aver portato sì lungo tempo il nome d'Interamnia, e dal secolo vi, almeno, fino alla metà del xn, come finora abbiamo dimostrato, quello di Aprutium, nel secolo xn subì un'altra metamorfosi onomastica dicendosi Teramum, nome che le è finalmente rimasto. Il primo accenno della medesima sembra a noi trovarsi nel 1122 in quella donazione del cartolario della cattedrale (3), che principia : « Dedi et tradidi Ecclesie S. Marie « Teramnensi » e non più « Interamnensi » siccome negli atti precedenti. Più tardi poi nel 1148, secondo un documento citato dal-l'Antinori (4), si dice a dirittura Teramo ed un atto del 1154, riferito dal Brunetti (5), parla della « Civitate Teramnensi ». Certo si è che, nel celebre catalogo dei feudatari normanni, compilato,
   (1) PALMA, op. cit., voi. I, p. 80.
   (2) BRUNETTI, Fragm. mss. ap. PALMA, op. cit., voi. I, p. 77.
   (3) G. B. DELFICO, op. cit., p. 25.
   (4) ANTINORI, Mem. star, abru^., voi. II, p. 69.
   (5) BRUNETTI, op. e loc. cit.

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