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dobbiamo rompere la contiguità delia vita nazionale di era popolo con farne vivere i grandi uomini casualmente in tempi spezzati, e ciò molto più quando i grandi uomini di un popolo non possono imitare gli antichi od i forestieri. Come dopo di Omero non sarebber 6orti altri grandi uomini? Come Grecia sarebbe dopo divenuta sterile per uno o più secoli?
VI. La lingua di Omero è popolare e perfetta, e ciò non può darsi, qualora il popolo non è sorto, e la nazione non ha una massima potenza. Omero adunque visse nel tempo da noi fermato, posteriormente alle colonie greche in Italia, e quando già la Grecia vigorosa e forte doventava da poter contrastare all'Asia. La lingua degli Orfici più ascetica e sacra può mettersi tra il decimo ed il settimo secolo prima di Cristo. Posteriormente nacque la lingua greca di Omero, tutta popolare determinata e sensibile , benché più sistematica della latina, formata da un popolo tutto republicano.
Ma, se Omero fiorì verso il 560 prima di Gesù Cristo, quando già si rendeva potente la Monarchia di Ciro per la vitttoria sui Medi, di quanti secoli anteriori vogliam porre la guerra di Troja? Sembra, che l'epoca da noi fermata sia più che probabile.
Ed aggiungiamo, che, se la fondazione di Tiro accadde dopo la distruzione di Sidone per opera degli Ascaloniti a'tempi di Davide, la guerra di Troja accadde posteriore mente a quest'epoca; giacché Giustino dice: « Sidonii, a » rege Ascaloniorum expugnati, navibus appulsi Tyron ur-» bem ante ànnum trojanaè cladis condiderunt ( 1 ); » e San-coniatone, coutemporaneo di Salomone, si dice vissuto ai tempi della guerra Trojana da Porfirio (2), Eusebio (3) e Teodoreto (4)
io Lib. XVIII, c. 3.
(2) AcUers. Christ., 1. IV.
(3) Praep. Evang. lib. I.
(4) De Curand. Graec. Affect, 1. IL
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