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Della Storia di Teramo.
Dialoghi sette
Mutio deì Mutij
Tip. del Corriere Abruzzese, 1893, pagine 356

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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Si ringrazia Fausto Eugeni per aver messo
a disposizione la copia del volume.

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   Giul. Eh non m'interrompete! I cittadini facevano disegno di cibar queste genti al meglio ch'avessero potuto, ma si diffidavano di contentare tre compagnie di soldati Spagnoli, dovendoli alloggiare a discrezione, benché temeano anche di più. Sei giorni dopo la dinun-cia del Commissario venne D. Sances con i soldati, e trovando serrata la porla Reale, nella quale era anco la guardia, fè istanza, che gii fosse aperta, risposero i Guardiani, non potersi senza licenza del Magistrato. Replicò I). Sances, che si mandasse a chiamare. Fra tanto, che venne il Reggimento erano saliti alcuni giovani sui muri della Città, tenendo appoggiati ai merli, chi archibugi, e chi balestre, che dette alquanto di terrore alli soldati. Venuto il Reggimento, I). Sances fé molte richieste d'esser colle sue genti alloggiato, poi venne alle proteste, ed in ultimo minacciò di voler dar foco alla Città. Il Reggimento all'incontro replicava piacevolmente esser fedeli Vassalli di Sua Maestà, e che per non altro da loro si ricusava di dare alloggiamento, che per carestia di pane. Vedendo questa risoluzione I). Sances voltò le spalle, e per la prima s'impadronì del convento ili S. Maria delle Grazie, lasciandovi una parte dei soldati. Fe' poi venire il resto dell'esercito Spagnolo, e lo divise in tre altre parti, mandandone una a S. Venanzo un'altra di là dal fiume Trentino all'incontro della porta di S. Spirito, tenendo la Città si strettamente assediata, che non aveva ardimento pur uno di uscire fin al fiume. E ben vero, che furono fatte si leggere scaramucce con morti, feriti, e prigioni dall'una, e dall'altra parte. Or D. Sances sì per far dispetto, sì anco per bisogno di ardere, l'è tagliare tutte le olive, e vigne de' convicini luoghi, ove i soldati alloggiavano, e per il calpestio di tante genti furono guasti, e rovinati gran parte dei seminati, delle masserie dei cittadini , e dalle ville del contado furono lolle tulle quelle cose, che per vivere, e per altro dai soldati padroni della campagna ci furono trovate. Era maritata poco prima di quel tempo in Gismondo Scorrano Barone del Castello Scorrano, Madonna Annunzia, unica figlia di Giacomo Montanaro, ora tal famiglia divisa in Montani, e Fabrizii, la cui madre, ch'era sorella di Gio: Francesco, e Gio: Pietro Muzii stava dentro la Città assediata. Or costei avendo nuova della calamità della sua Patria essendole detto per cosa certa, che fra due giorni sarebbe per forza presa, posta a sacco, e tolto l'onore alle

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