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Zecche e monete degli Abruzzi nei bassi tempi.
Illustrate e descritte
Vincenzo Lazari
Arnaldo Forni Editore, 1858, pagine 117

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   oncia, vale a dire del peso ciascuno di acini 17 9/23> peso a cui si avvicinano i meglio conservali esemplari, e clic tanto si allontana da quello dei bolognini rivendicali a Lodovico I di An-giò; nuovo argomento, da aggiungere ali' altro del più recente tipo, per tenerli indubilamenle della seconda Giovanna.
   Si ballò anche il quallrino, Iralasciando la novità della epigrafe introdotta da Ladislao, e richiamando, ma sopra metallo da maggior mondiglia invilito, il vecchio lipo di Lodovico. L' ho fallo incidere al n. 8, più fedelmenle che non è nella seconda disserlazione del Bellini {.
   D. -f IVHANDA: REGINA. Croce cantonata da un fiordaliso. R. -f- DE: AQVILA. Leone gradiente verso la sinistra. Peso acini 16.
   Una bella varietà di questa moneta ci diede il Bellini slesso, che intorno al Icone ha il nome della regina, e quello della zecca intorno la croce -.
   Ma vanghiamo alle celle, delle anche quarlaroli o Irenlini, la cui fabbrica non erasi alluala dagli anlecessori di Giovanna II. Due lipi se ne conoscono, disunii nolevolmenle fra loro per ciò che, quello che repulo anteriore, reca il nome della regina Juhanda premesso al suo lilolo e 1' aquila senza corona, laddove 1' altro ha il lilolo preposto al nome Juhanna e 1' a-quila incoronala. Che il lilolo preceda il nome o viceversa, che 1' aquila porti o no la corona, parranno osservazioni minute ed oziose; ma quando riflettiamo che al nome dei principi anteriori a Giovanna e di Giovanna stessa, sui bolognini e sui quattrini coniati in Abruzzo, succede sempre il lilolo regio, non si avendo che una sola eccezione in contrario nel bolognino sul-moncse di Carlo di Durazzo, mentre le celle di Renato antepongono d'ordinario al nome di lui il titolo di re, e che l'armo parlante della citlà d' Aquila ci si mostra coronata nelle più
   I Bellini. De miniatili Ilitliuc (il/etri disserlatio- Ferrame 1707. p 1(1. n. i.
   •1 Id. ihiil. ]•. III. n. "2.

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