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Da Napoli passò a Bologna, dove dette un secondo concerto nel Liceo Rossini; fu obbligato a ripetere tutti i pezzi. ma il Caligola cade alla Scala.
In questa epoca non mancarono a Gaetano afflizioni domestiche, e prima fra tutte la morte del padre, che lo costrinse a tornare a Giulianova. Fu anche in questo tempo che andò sulle scene a Lisbona il Caligola, già ricordato, nel Teatro S. Carlo, alla presenza del Re, che lo volle nel suo palco e lo invitò a Palazzo Reale per mostrargli i suoi Stradivarii, che Braga trovò falsi, e per sentirlo sonare, dilettandosi egli del violoncello. A Lisbona si trovò presente all'arrivo del Principe Amedeo e dell'ex Regina Maria Vittoria, ed ebbe l'onore, alla stazione, di reggere tra le braccia il minore dei bambini, il nostro Duca degli Abruzzi. (22) In quella capitale del Portogallo ricevé grandi onori e festeggiamenti; l'orchestra gli regalò una corona di alloro e oro, che la Fricci mandò a Giulianova alla madre di lui. (22) Così racconta questo incontro: "Quando Amedeo di Savoia, dopo avere ricusato il trono di Spagna, se ne venne a Lisbona presso sua sorella Maria Pia, io mi trovavo colà, dove avevo data l'ultima mia opera Caligola al San Carlo con molto successo. Il Re di Portogallo e la colonia italiana aspettavano il treno, che conduceva l'ex Re con tutta la Famiglia. Amedeo fu il primo a scendere, il Re di Portogallo aiutò la Regina pallidissima, da poco sgravata; poi scesero i due giovanetti, Duca di Aosta e Conte di Torino, e in ultimo la nutrice con un bambinello, che io, per farla scendere più comodamente, tenni per poco tempo tra le mie braccia. Era il futuro Duca degli Abruzzi, e fui io il primo abruzzese a sorreggerlo. |