È solo uno scherzo del caso che il soldato venga ordinato monaco buddista, come tale votato alla meditazione (si veda nel capitolo 81 il profilo professionale del monaco buddista secondo Wu Cheng'en). Il mestiere del monaco non entra affatto nella lista di Scimmiotto. Ecco come risponde a una proposta di prender parte a una gara di meditazione (cap.46):
"Ti confesso, fratellino, che mi troverei a mio agio nel fare tante cose: gettare a calci il cielo in fondo a un pozzo, sollevare mari, invertire il corso dei fiumi, spostare montagne, far scomparire la luna, giocare con le costellazioni. Non mi spaventerebbe nemmeno giocare a decapitarsi o sbudellarsi. Ma non mi parlare di restare seduto e fermo: potrei solo perdere. Dove la troverei la pazienza di star fermo? Anche se tu mi incatenassi a una colonna di ferro, troverei il modo di arrampicarmici. Non sopporterei mai di restare fermo senza far niente."
Un temperamento di questo genere non è legato a uno specifico mestiere, benché abbia bisogno di attività concrete per esplicarsi (per esempio, dà spettacolo anche in veste di medico e di farmacista). L'atteggiamento di fondo si riflette bene nelle raccomandazioni di Scimmiotto alle sue scimmie in occasione di una partenza:
"Mi raccomando, sorvegliate la proprietà e continuate a piantare gli alberi: bisogna aggiungere altri salici e pini. Non siate mai trascurati né approssimativi! Aspettate che abbia accompagnato quel monaco al suo destino e l'abbia riportato nell'est; poi ritornerò qui a godere con voi la verità della natura." (cap. 31)
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