"Si capisce" confermò Scimmiotto. "Ogni gran montagna ha il suo mostro, ogni strapiombo la sua lamia. Noi due, Sabbioso, aspetteremo qui; mentre Porcellino farà una ricognizione per verificare la strada, localizzare la grotta e controllare com'è difeso l'ingresso. Quando avremo le informazioni, ci muoveremo per il meglio."
"La mia solita fortuna!" brontolava Porcellino. "Tocca sempre a me affrontare la situazione."
"Perché ti lamenti? Non sei stato tu a dire testualmente: 'penserò io a ogni cosa'? Hai già cambiato idea?"
"Non prenderla su questo tono. Non ho detto che non vado." E in effetti posò il rastrello e corse via, in cerca del sentiero.
Se poi in fin dei conti non sapete quale piega presero le cose, ascoltate il seguito.
CAPITOLO 82
PREPARATIVI DI NOZZE IN FONDO ALL'ABISSO
OVE FANCIULLA SEDUCENTE CERCA IL MASCHIO, E L'ANIMA ORIGINALE PROTEGGE LA VIA.
Porcellino trovò un sentiero e lo seguì per cinque o sei li, finché vide due mostriciattole che attingevano acqua da un pozzo. Come si capiva che erano mostriciattole? Avevano pettinature fuori moda, con alti chignon trattenuti da spilloni di bambù alti un piede e due pollici sopra la testa.
Porcellino le salutò: "Ciao vampire! Come state?"
"Che brutto maleducato, questo bonzo! Non ci siamo mai visti né conosciuti, e tu senti come ci tratta!" Brandirono le pertiche con cui calavano il secchio nel pozzo e gliele picchiarono sulla testa.
Il bestione, disarmato, non poteva proteggersi dai colpi; ne prese parecchi, finché fuggì su per la montagna gridando: "Fratelli miei, andiamocene via! Qui ci sono donne tremende."
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