"Sarà quel buco" gridò Porcellino additandolo.
"Che strano posto!" considerò Scimmiotto guardandosi intorno. "Ho visto tante creature malefiche e tante grotte in vita mia; ma mai niente di simile. Porcellino, prova a calarti giù per sondare la profondità."
Porcellino, che guardava nel foro, rispose: "Non fa per me, grosso e maldestro come sono. Se non riuscissi a reggermi e cadessi giù, non toccherei il fondo prima di un anno."
"Possibile che sia tanto profondo?"
"Guarda anche tu."
Il grande santo si accovacciò sull'orlo e procedette a un esame accurato. Caspita! Era una voragine profonda, a dir poco, trecento li. "È fonda, ragazzi; mai vista una cosa simile."
"Lo vedi che non possiamo salvare il maestro?"
"Chi l'ha detto? Si scoraggiano solo i fannulloni. Legate il cavallo da qualche parte e preparate le vostre armi. Entrerò io a esplorare; se riuscissi a mettere in fuga la lamia, voi l'aspetterete qui pronti a colpire. Utilizzeremo le forze unite della cooperazione."
Scimmiotto saltò giù: nuvole colorate scaturivano sotto i suoi piedi e lo proteggevano. Quando giunse in fondo all'abisso, lo trovò chiaro e luminoso, come se fosse all'aperto. Sole, vento, fiori e alberi, come in superficie. "Che bel posto!" si rallegrò Scimmiotto. "Mi ricorda un po' la vecchia Grotta del Sipario Torrenziale. Non è un luogo sinistro, è una terra benedetta."
Una torre d'ingresso a doppia gronda era circondata da pini e bambù. Oltre si intravedeva una corte circondata da vari edifici.
"Sarà la casa della vampira. Andrò a caccia di informazioni." E per non farsi notare prese l'aspetto di una mosca. Volò lieve in cima alla torre e vide la creatura malefica che troneggiava dentro un chiosco di paglia. Era molto più elegante di quando l'avevano incontrata nella foresta:
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