Sâla Ficus religiosa, albero diffuso in India e leggendario in Cina. Il Buddha si trovava fra alberi di sâla quando fu illuminato.
Sala chiara Nell'anatomia taoista, è lo spazio fra i sopraccigli.
Sala parto Naturalmente la traduzione è scherzosamente attualizzata. La stanza della partoriente, durante il parto, era vietata agli altri membri della famiglia.
Samâdhi In cinese sanmei. È lo stato di concentrazione mentale necessario per entrare nel nirvana. Punto d'arrivo delle tecniche yoga. Si distinguono tre samâdhi: nella vacuità, nell'illusorietà dei fenomeni e nell'assenza del desiderio.
Alla morte del Buddha, il corpo e la bara che lo conteneva, posti nel fuoco, risultarono incombustibili. Fu il corpo stesso del Buddha a far scaturire il fuoco del samâdhi, che finalmente poté incenerirlo. Del resto, nella favolistica cinese, non c'è stregone che non disponga di questo particolare fuoco.
Sanghârâma Il monastero. In origine 'parco della comunità', perché le prime assemblee di monaci avvennero dentro parchi.
Sanscrito o cinese? Le parole sanscrite sono tutte sinizzate nel testo originale. Il traduttore francese le riporta in genere al sanscrito. Anche nel testo italiano si trova, per esempio, il sanscrito samâdhi e non il cinese sanmei.
Tuttavia le versione italiana ritorna al cinese pusa (vedi), anziché bodhisattva, e alla corrispondente forma dei nomi propri, perché è relativamente più semplice. Ci sono anche altri due motivi.
Il principale membro della categoria, e unico che sia un personaggio importante del romanzo, è la pusa Guanyin, cioè il bodhisattva Avalokitesvara. Femmina in Cina: "colei che ascolta". Maschio in India: "colui che guarda". La pusa Guanyin, col suo vaso dal ramo di salice, ha tutt'oggi un'identità e una notorietà cinese troppo forti per poterla presentare in altro modo. Il traduttore francese ne fa "la bodhisattva Guanyin": ibrido che difficilmente la pur misericordiosa pusa vorrà perdonare. È probabile che il colpevole lo paghi con un paio di reincarnazioni in spoglie vili. Si scuserà il pavido ritraduttore, che non vuol fare la stessa fine.
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